Woody Allen, 88 anni e non sentirli: la magia di ‘Un colpo di fortuna’ a Venezia!

Woody Allen, 88 anni e non sentirli: la magia di ‘Un colpo di fortuna’ a Venezia!
Woody Allen

Il cinema è testimone di un evento memorabile, un’opera che sfiora i confini dell’arte narrativa con una maestria che solo pochi possono vantare. In una stagione dominata da effetti speciali e trame adrenaliniche, un’icona del cinema, Woody Allen, riemerge con un’opera che ci ricorda perché l’ingegno umano prevale su ogni artificio. “Un colpo di fortuna”, il suo ultimo capolavoro, non è semplicemente un film; è un inno alla resilienza della commedia intessuta di umanità.

Fermo a 88 anni, Allen non mostra segni di cedimento artistico. Con una regia che palesa il vigore di un novellino, risplende attraverso una narrazione che affronta l’eterna questione delle dinamiche di coppia e la vulnerabilità dell’animo umano. Il film danza abilmente sui tenui fili del dialogo brillante e della circostanza inaspettata, costruendo un racconto che è, in egual misura, profondo ed esilarante.

“Un colpo di fortuna” gioca con lo spettatore, rimbalzando agilmente tra battute pungenti e malintesi esilaranti. È un gioco di prestigio, una commedia degli equivoci che, pur nella sua leggerezza apparente, sfida il pubblico a guardarsi dentro, a riconoscere le proprie fragilità riflesse sul grande schermo. Allen ha sempre avuto il dono di cogliere il comico nel tragico e il tragico nel comico, una capacità che in questo film raggiunge nuove vette.

In una scena dopo l’altra, il regista americano dispiega tutta la sua abilità nel disegnare personaggi autentici, che con la loro umanità, conquistano lo spettatore e lo conducono per mano in un viaggio attraverso le pieghe più intimiste delle relazioni amorose. Non c’è spazio per superficialità in quest’opera; ogni scambio verbale, ogni sguardo e ogni gesto è un tassello che completa un affresco complesso e vivido.

Il film, una specie rara e preziosa nel panorama cinematografico contemporaneo, dimostra come la vera essenza della Settima Arte non risieda nell’ostentazione di mezzi tecnologici avanzati, bensì nella capacità di raccontare storie che risuonano con la corda più sensibile dell’essere umano: l’emozione. Allen, con la sua penna affilata e la sua visione unica, offre uno spaccato di vita che si staglia vigoroso contro la monotonia dei blockbuster.

L’industria del cinema dovrebbe prendere nota di “Un colpo di fortuna”, per non dimenticare che l’artigianato narrativo di alto livello è ancora in grado di muovere le masse e di incantare le platee. Il film di Allen è una dichiarazione d’amore al cinema che era, che è e che potrà essere, un faro per i narratori e un rifugio per gli amanti delle storie ben raccontate.

Il cineasta, con questa ultima fatica, dimostra che non è necessario seguire il corso tumultuoso delle mode per lasciare un’impronta indelebile nell’universo del cinema. “Un colpo di fortuna” è un gioiello raro, un film che risplende di una luce tutta sua, pronta ad illuminare la via per le future generazioni di registi e sceneggiatori. Nel contesto attuale, è un trionfo dell’ingegno e dell’arte, una dimostrazione che la vera magia si cela nel racconto umano, senza bisogno di trucchi e di clamore.