Suicide Squad vs Justice League: un disastro annunciato?

Suicide Squad vs Justice League: un disastro annunciato?
Suicide Squad

Nel panorama videoludico, certi titoli sono attesi con un misto di trepidazione ed elevatissime aspettative, in particolare quando portano la firma di una software house come Rocksteady Studios, celebre per aver riscritto le regole dei giochi di supereroi con la sua trilogia di Batman: Arkham. Tuttavia, sembra che l’ultimo arrivo, “Suicide Squad: Kill the Justice League”, non abbia mantenuto la promessa di elevare ulteriormente l’asticella del genere.

Scavando nel profondo dell’universo DC, ci troviamo a Metropolis, l’iconica città di Superman, ma non per indossare la capezzoli del salvatore in calzamaglia. Invece, ci caliamo nei panni dei più discutibili anti-eroi che la casa editrice abbia mai offerto: il Suicide Squad. Un gruppo di cattivi costretti a compiere missioni pericolose per conto del governo, in cambio di una riduzione della pena detentiva. La missione? Nientemeno che abbattere la Justice League, corrotta da una minaccia aliena.

Rocksteady tenta di mantenere parte del DNA che ha reso grande la serie Arkham, ma “Suicide Squad” sembra perdersi in un groviglio di scelte che non rendono pienamente giustizia al potenziale del titolo. L’azione è frenetica, a tratti caotica, con un’impostazione che predilige uno stile di gioco più convulso e meno riflessivo, un’estetica che si discosta significativamente dal tono più cupo e maturo dei predecessori.

Uno degli aspetti che aveva reso la serie Batman un punto di riferimento era il perfetto equilibrio tra un gameplay stealth, combattimenti coreografati e una trama coinvolgente. In “Suicide Squad”, invece, il fulcro sembra essersi spostato verso un approccio più diretto e meno sottile, dando spazio a sparatorie ad alto tasso di adrenalina che, sebbene possano essere divertenti, finiscono per appiattire l’esperienza ludica piuttosto che arricchirla.

L’ambizione di Rocksteady di creare un mondo aperto all’altezza di Metropolis, dove il giocatore può esplorare e affrontare missioni in completa libertà, viene purtroppo contraddetta da una realizzazione che, almeno nelle fasi mostrate finora, sembra non offrire la stessa profondità e cura per i dettagli tanto apprezzate in “Arkham”.

Inoltre, il tentativo di integrare un modello di gioco cooperativo per quattro giocatori contemporaneamente, pur essendo una novità intrigante, al momento lascia perplessi circa l’equilibrio generale e l’impatto sul ritmo narrativo, che in passato aveva trovato uno dei suoi punti di forza nell’introspezione e nel singolo percorso eroico del Cavaliere Oscuro.

“Suicide Squad: Kill the Justice League” si presenta come un passo indietro nell’evoluzione di questa prestigiosa linea di videogiochi. La formula qui proposta da Rocksteady Studios, pur disponendo di forte potenziale e di elementi indubbiamente validi, non sembra per ora in grado di replicare la magia e il fascino che hanno reso le notti di Gotham dei momenti indimenticabili per i giocatori di tutto il mondo. Resta da vedere se la software house riuscirà a invertire la rotta prima del lancio definitivo, riportando il gioco sui livelli di eccellenza che i fan si aspettano.