Navi umanitarie in balia delle decisioni politiche: l’ultima mossa dell’italia contro le ONG!

Navi umanitarie in balia delle decisioni politiche: l’ultima mossa dell’italia contro le ONG!
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Un’emergenza umanitaria senza precedenti sta scuotendo le acque del Mediterraneo Centrale, ma sembra che le autorità italiane non si accorgano della gravità della situazione. La nave umanitaria Open Arms, dell’ONG spagnola omonima, è stata bloccata per ben 20 giorni dopo aver effettuato diversi salvataggi lungo il suo tragitto verso il porto assegnato, Marina di Carrara.

Ma non è finita qui, perché all’ONG è stata inflitta una multa di 10.000 euro, come se il salvataggio di vite umane potesse essere quantificato in denaro. È incredibile come le autorità italiane possano mettere da parte i principi umanitari e punire coloro che cercano di portare sollievo alle persone disperate in mare.

Open Arms si lamenta giustamente di questa decisione ingiusta, sottolineando come, nell’ultimo mese, abbiano collaborato attivamente con la Guardia Costiera italiana in numerosi salvataggi. Eppure, tutto questo impegno sembra essere stato dimenticato da chi dovrebbe essere solidale e compassionevole.

La storia si ripete quando si parla delle navi umanitarie. Anche la nave Aurora dell’ONG tedesca Sea Watch è stata bloccata per 20 giorni dopo aver sbarcato 72 migranti sull’isola di Lampedusa senza seguire le indicazioni fornite. È evidente che le autorità italiane preferiscono seguire rigide regole burocratiche anziché salvare vite umane.

ONG vs governo italiano

Open Arms ha dichiarato che salvare vite è un dovere sia morale che legale, ma sembra che il governo italiano preferisca ignorare questo principio fondamentale. Arrestare navi umanitarie in un contesto di emergenza umanitaria è non solo pericoloso, ma anche incostituzionale. I decreti adottati dal governo guidato dall’ultradestra Giorgia Meloni rendono ancora più difficile il lavoro delle ONG in mare, mettendo a rischio la vita di molte persone.

Nel frattempo, il numero di morti nel Mediterraneo Centrale continua ad aumentare. Secondo l’Organizzazione Internazionale delle Migrazioni (OIM), finora sono morti oltre 2013 migranti quest’anno cercando di attraversare il mare. È un numero allarmante, ma sembra che il governo di Meloni preferisca chiudere gli occhi di fronte a questa tragedia umana.

Il governo italiano è al potere da ottobre dell’anno precedente con l’intento di gestire l’immigrazione in modo più rigoroso. Tuttavia, i risultati finora sono stati disastrosi. I dati ufficiali mostrano che oltre 105.000 migranti sono arrivati in Italia dall’inizio dell’anno, un aumento del 115% rispetto allo stesso periodo del 2022. Questo aumento è dovuto alla crisi in Tunisia, da cui migliaia di subsahariani stanno fuggendo, portando il paese a dichiarare lo “stato di emergenza migratorio” a maggio.

È evidente che il governo italiano sta fallendo nel gestire l’immigrazione e nel proteggere i diritti umani. È tempo che le autorità italiane si sveglino e agiscano in modo umano ed efficace per porre fine a questa tragedia nel Mediterraneo Centrale. Le vite umane non possono essere trattate come meri numeri o come un ostacolo burocratico da superare. È il momento di agire e di salvare vite umane.