La legge 348 e il potere dei dolci: il viaggio di Silva verso l’empowerment femminile in Bolivia

La legge 348 e il potere dei dolci: il viaggio di Silva verso l’empowerment femminile in Bolivia
emancipazione in Bolivia

Nella pittoresca zona rurale di Mocomoco, situata nelle profonde valli e maestose montagne della Bolivia, un’instancabile donna di nome Flora Silva sta portando avanti una rivoluzione silenziosa. Sostenendo con forza l’emancipazione femminile, Silva ha scelto la pasticceria e la sartoria come strumenti di riscatto per le donne della sua comunità. Il suo obiettivo principale? Educare e informare sulle leggi contro la violenza di genere, dando alle donne le armi per combattere questo flagello.

Figlia di questa terra, Silva è profondamente radicata nelle sfide che le comunità locali affrontano quotidianamente. Le donne di Mocomoco, da sempre preziose custodi degli antichi sapori, si sono distinte nella produzione di alimenti come il mais e le patate, così come nella cura amorevole degli animali, come l’alpaca e le pecore. Ma dietro questa facciata idilliaca, si nasconde una triste realtà fatta di mancanza di fiducia, difficoltà economiche e una diffusa dipendenza dall’alcol, che spesso si trasforma in violenza all’interno delle famiglie.

Silva, testimone diretto di questa violenza, ha deciso di infrangere il cerchio vizioso, offrendo alle donne della sua comunità una possibilità di riscatto. Insegnando loro le antiche tecniche di cucito delle tradizionali gonne aimara e le dolci delizie culinarie, Silva ha dato loro un’abilità che va ben oltre il mero aspetto economico. Ma non si ferma qui. Attraverso le sue lezioni, Silva si fa carico di informare le donne sulle leggi contro la violenza di genere, in particolare la legge 348, affinché possano conoscere i propri diritti e difenderli con forza.

Utilizzando la metafora della cottura come strumento di insegnamento, Silva enfatizza l’importanza di un equilibrio sottile nella preparazione dei dolci, così come nella cura di sé stesse e dei loro figli. E sembra che questo approccio stia funzionando. Molte mogli hanno fatto tesoro dei risultati positivi e i loro mariti, testimoniando i cambiamenti profondi che si sono verificati, le incoraggiano a partecipare alle sessioni di Silva, consapevoli dei benefici diretti e dell’aumento della consapevolezza dei diritti delle donne.

Un esempio di successo è Nora Choconapi, una giovane donna che ha abbracciato con entusiasmo il programma di Silva, desiderosa non solo di apprendere un mestiere, ma anche di acquisire una coscienza dei suoi diritti. E Nora non è sola nel suo percorso di crescita personale. Donne coraggiose come Lourdes Cinchero sottolineano l’importanza di queste abilità non solo per raggiungere l’indipendenza economica, ma anche per migliorare la qualità della vita familiare.

Dietro a queste iniziative illuminanti si cela l’Associazione “Nayrar Sarapxañani”, fondata da Flora Silva e sostenuta con grande generosità dal reverendo Diego Plá, un sacerdote spagnolo che ha prestato servizio a Mocomoco per ben 14 anni prima di trasferirsi a La Paz. Nonostante la distanza fisica, Plá ha continuato a sostenere il lavoro di Silva e dell’associazione, dimostrando un amore incrollabile per questa terra e per le sue genti.