Esclusiva: il ritrovamento che svela il vero potenziale umano nell’età della pietra!

Esclusiva: il ritrovamento che svela il vero potenziale umano nell’età della pietra!
Ritrovamento

Nel cuore pulsante dell’Africa, nelle acque tumultuose delle cascate di Kalambo, giaceva in attesa un segreto profondo mezzo milione di anni. Gli archeologi delle università di Liverpool e Aberystwyth sono riusciti a portare alla luce un’eccezionale testimonianza di ingegnosità antica: una struttura in legno, la cui esistenza sconvolge ogni precedente teoria sull’abilità degli ominidi dell’Età della Pietra.

Quando si pensa all’Età della Pietra, ci vengono in mente semplici strumenti in selce o i primi falò. Ma questa struttura è qualcosa di completamente diverso: è complessa, intenzionale e testimonianza di una comprensione avanzata della lavorazione del legno. È il genere di scoperta che cambia le regole del gioco nella storia antica.

“È un rompicapo archeologico”, afferma il professor Larry Barham, che ha guidato la spedizione. “Vediamo una prova che va ben oltre la nostra attuale comprensione degli antichi ominidi.”

Mentre il dibattito sull’identità dei costruttori si accende, con gli Homo heidelbergensis e gli Homo rhodesiensis come principali candidati, ciò che sorprende è l’evidente maestria. La struttura, fatta di tronchi sapientemente intagliati e collegati, porta i segni distintivi di utensili sofisticati.

È raro che reperti in legno dell’Età della Pietra sopravvivano alla prova del tempo, data la loro natura deperibile. Eppure, in un atto di fortuna archeologica, le condizioni di Kalambo hanno permesso la conservazione di questa testimonianza. “È come trovare una gemma in un deserto”, commenta Barham.

Determinare l’età della struttura ha richiesto un’innovativa tecnica di luminescenza sviluppata dai colleghi dell’Università di Aberystwyth. Questa datazione, confermata a 476.000 anni fa, non solo ha posizionato la struttura tra i manufatti più antichi del suo tipo ma ha anche spianato la strada a nuove e stimolanti ricerche sull’evoluzione delle capacità tecnologiche umane.

Il progetto, chiamato “Radici Profonde dell’Umanità”, ha ricevuto il supporto di molteplici istituzioni zambiane, con l’obiettivo di tracciare l’evoluzione della tecnologia umana durante l’Età della Pietra. Ma nessuno avrebbe potuto prevedere una scoperta di tale portata.

Oggi, mentre la notizia di questa scoperta viaggia attraverso l’oceano di comunità archeologiche, rimane una certezza: le antiche cascate di Kalambo sono diventate un faro di mistero e scoperta, e l’enigma legnoso al suo interno sarà oggetto di discussione e fascino per le generazioni a venire.